{"id":731,"date":"2022-12-20T15:45:25","date_gmt":"2022-12-20T14:45:25","guid":{"rendered":"https:\/\/arnaldocaprai.motive.ink\/?page_id=731"},"modified":"2023-01-31T21:17:29","modified_gmt":"2023-01-31T20:17:29","slug":"territorio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/arnaldocaprai.motive.ink\/en\/territory\/","title":{"rendered":"Territory"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-731","page","type-page","status-publish","format-standard","hentry"],"meta_box":{"file_upload_52h4ikp6alt":[],"colore_sfondo_pagine":"#f2f2f2","gruppo_slide_hero":{"foto_slide_1":["429"],"foto_slide_2":["608"]},"gruppo_sezione_a":[{"titolo_h2_a":"Montefalco","frase_1_a":"Montefalco\u00a0porta questo nome che ha sostituito l'antico\u00a0Coccorone\u00a0o\u00a0Concurione, proprio perch\u00e8\u00a0Federico II\u00a0lo attribu\u00ec al paese intorno al 1249-50, dopo il suo soggiorno. Oggi niente pi\u00f9 falchi ma probabilmente il fascino antico di questo posto \u00e8 rimasto intatto nei secoli.","frase_2_a":"Federico II\u00a01249-50","foto_1_a":["598"],"testo_a":"<b>Montefalco<\/b>\u00a0porta questo nome che ha sostituito l'antico\u00a0<i>Coccorone<\/i>\u00a0o\u00a0<i>Concurione<\/i>, proprio perch\u00e8\u00a0<b>Federico II<\/b>\u00a0lo attribu\u00ec al paese intorno al 1249-50, dopo il suo soggiorno. Oggi niente pi\u00f9 falchi ma probabilmente il fascino antico di questo posto \u00e8 rimasto intatto nei secoli. Il colle di Montefalco \u00e8 il pi\u00f9 elevato (473 m. sml) di un sistema collinare ai margini della Valle Umbra compresa tra Assisi e Spoleto e percorsa dal Clitunno e dal Topino. Le\u00a0<i>Fonti del Clitumno<\/i>, s\u00ec... latenti suggestioni letterarie riaffiorano e ci riconducono a una serie di citazioni da\u00a0<i>Plinio<\/i>\u00a0a\u00a0<i>Byron<\/i>, da\u00a0<i>Carducci<\/i>\u00a0a\u00a0<i>Goethe<\/i>. Sono circondate da salici e pioppi, di innegabile suggestione, anche se il rio non \u00e8 pi\u00f9 navigabile fino al Tevere come un tempo.\r\nLa citt\u00e0 assunse la sua struttura razionale in epoca romana, fu sede di numerose ville gentilizie come quella del patrizio Marco Curione dal quale, secondo la tradizione, deriverebbe l'antico nome del luogo.","testo_approfondisci_a":"Fu tra l'XI e il XIV secolo che Montefalco ebbe il suo periodo di maggior splendore: artistico, economico e anche spirituale per l'intensa attivit\u00e0 degli ordini benedettino, agostiniano e, naturalmente francescano, che qui ebbe un importante insediamento.\r\nNel XVI secolo due flagelli: il saccheggio ad opera dei perugini Baglioni e una devastante epidemia di peste determinarono il declino della cittadina che oggi rappresenta, grazie anche alla sua struttura intatta e a un'intelligente valorizzazione delle tradizioni artigianali, agricole e gastronomiche, un'interessante tappa per il turista pi\u00f9 attento.\r\nCuore di Montefalco, raccolta dentro mura trecentesche, \u00e8 la\u00a0<b>piazza del Comune<\/b>, insolitamente circolare, vasta e sobria, con il\u00a0<b>Palazzo Comunale<\/b>, edificato intorno al 1270, a cui vennero aggiunti successivamente il\u00a0<b>loggiato<\/b>\u00a0(XV secolo) e la\u00a0<b>torre<\/b>\u00a0(XIX secolo).\r\nLa visita a Montefalco non pu\u00f2 prescindere dal\u00a0<b>Museo Civico<\/b>, ospitato nell'<b>ex chiesa di San Francesco<\/b>\u00a0(1335 circa); sull'abside centrale si trovano i dodici riquadri raffiguranti la vita del Santo assisiate, dipinti da\u00a0<i>Benozzo Gozzoli<\/i>\u00a0(1420-1497) il pittore fiorentino che, dopo aver collaborato a lungo con il Beato Angelico, inizi\u00f2 proprio a Montefalco un percorso artistico autonomo. Suo anche l'affresco della\u00a0<b>Cappella di San Girolamo<\/b>, mentre\u00a0<i>l'Annunciazione<\/i>\u00a0e il\u00a0<i>Presepe<\/i>di fronte sono del\u00a0<i>Perugino<\/i>. Il\u00a0<b>Museo Lapidario<\/b>\u00a0ospita pietre e marmi scolpiti o incisi provenienti da un vasto territorio circostante, nella\u00a0<b>Pinacoteca comunale<\/b>, si segnalano le opere di\u00a0<i>Francesco Melanzio da Montefalco<\/i>, pittore legato alta Scuola folignate e all'Alunno.\r\nDalla Porta Camiano (XIII secolo) si pu\u00f2 godere il panorama sulla valle spoletina, mentre vicino alla\u00a0<b>Porta di Federico II<\/b>o di San Bartolomeo, si trova l'omonima\u00a0<b>chiesetta<\/b>\u00a0decorata con tralci e grappoli d'uva. E ancora: la\u00a0<b>chiesa gotica di Sant'Agostino<\/b>, che conserva l'<i>Incoronazione della Vergine<\/i>\u00a0attribuita a\u00a0<i>Ambrogio Lorenzetti<\/i>; i\u00a0<b>conventi di Santa Illuminata e di San Leonardo<\/b>, con opere di\u00a0<i>Francesco Melanzio<\/i>; il\u00a0<b>santuario di Santa Chiara<\/b>\u00a0(edificato in epoca barocca sulla Cappella della Santa Croce, dove spir\u00f2 Chiara da Montefalco) che ospita affreschi trecenteschi di scuola umbra. Infine una passeggiata di un chilometro attraverso la campagna conduce al\u00a0<b>complesso conventuale di San Fortunato<\/b> dove sono conservati molti ritrovamenti archeologici di epoca romana.","slide_foto_1":["637"],"slide_foto_2":["612"],"titolo_h2_b":"Hesse racconta Montefalco","frase_1_b":"L'incipiente primavera mi aveva ancora una volta attirato oltre i monti, verso sud. Mi misi dunque in viaggio e, facendo brevi soste lungo percorsi familiari, passai attraverso Bologna, Firenze, Arezzo, per tornare a vagabondare qualche tempo nella verde Umbria.","frase_2_b":"Hermann Hesse Dall'Italia (viaggio compiuto dallo scrittore nel 1907)","foto_b_sx":["606"],"testo_b_sx":"<div class=\"element ipad primo tiled\">L'incipiente primavera mi aveva ancora una volta attirato oltre i monti, verso sud.\r\nMi misi dunque in viaggio e, facendo brevi soste lungo percorsi familiari, passai attraverso Bologna, Firenze, Arezzo, per tornare a vagabondare qualche tempo nella verde Umbria.\r\nE un bel giorno, provenendo da Foligno, dov'ero stato ospite di un ballo mascherato di provincia, giunsi sotto la pioggia e in un mare di fango all'arroccata cittadina di Montefalco. Pur essendo situata in posizione ardita e avendo l'aspetto di una rocca fiera e bellicosa, Montefalco \u00e8 oggi uno dei luoghi pi\u00f9 pacifici della terra, un quieto centro di arte francescana<\/div>","testo_approfondisci_b_sx":"Sale attraverso l'antica porta una ripida stradina, stretta e buia e ovunque si volga lo sguardo, ovunque si passi, tutto \u00e8 antico, medievale, sassoso freddo e duro. Minuscoli vicoli ritagliati fra alte case di pietra grezza, antiche torri, portali, castelli, chiese e mura.\r\nSulla sommit\u00e0 fui accolto da un vento freddo e tagliente. Imbacuccato nel mio mantello, ebbi una visione bella e toccante: oltre un'antica muraglia il paesaggio umbro, verde e luminoso, rinchiuso entro una possente cerchia di alti monti ancora innevati. Vicino o lontano, non c'\u00e8 sguardo che non sfiori una localit\u00e0 antica, celebre, sacra; ecco laggi\u00f9\u00a0<b>Spoleto<\/b>,\u00a0<b>Perugia<\/b>,\u00a0<b>Assisi<\/b>,\u00a0<b>Foligno<\/b>,\u00a0<b>Spello<\/b>,\u00a0<b>Terni<\/b>, e nel mezzo centinaia di luoghi minori, di villaggi, chiese, corti, monasteri, rocche e case coloniche: una terra ricca di storia, di monumenti romani e preromani, attraversata dal piccolo fiume Clitumno, del quale spesso leggevamo quando studiavamo latino...\r\n\r\nAmmutolito di meraviglia attraversai la piazza, uscii di citt\u00e0 da una delle porte, rientrai da quella successiva, percorsi angoli e ripide stradine. Fuori citt\u00e0 trovai un magnifico giardino che circondava una villa solitaria, attualmente disabitata e un po' fatiscente; l\u00ec riposai sotto vecchi cipressi, assistendo all'alternarsi di ampie chiazze di ombra e sottili strisce di sole nella verde vallata. Vidi\u00a0<b>Assisi<\/b>\u00a0e, nei pressi, la\u00a0<i>Porziuncola<\/i>: luoghi sacri, trasfigurati dalia grazia e dall'incanto che San Francesco e l'antica arte umbra hanno infuso in questa terra. E poi mi misi a inseguire le tracce di quest'arte francescana oltre ad Assisi, non c'\u00e8 luogo che offra migliore opportunit\u00e0 di Montefalco. Dentro chiese\u00a0e cappelle, sopra portali a altari scoprii affreschi antichi popolati di delicate figure pervase di gioiosa devozione: stupende madonne misericordiose, graziosi santi giovinetti. Immagini sacre tratte dalla storia biblica e dall'agiografia, talune meste a severe, tal'altre ardenti di devozione, altre ancora ridenti di fanciullesca letizia...","titolo_h3_dx":"Tra muri, orti e chiostri","testo_b_dx":"<b>Dove la storia del Sagrantino non ha mai subito battute d'arresto\r\n<\/b>A Montefalco si percepisce il respiro profondo del passato, che si unisce a quello del presente. Tra le mura di conci rosati, lungo i vicoli stretti, protesi a guadagnare la grande luce della Vallata, poche\u00a0viti di Sagrantino.","testo_approfondisci_b_dx":"Tenaci, restano a segnare, nella continuit\u00e0 dei gesti e delle tradizioni, la sutura tra le epoche. Ancora opulente ad ogni vendemmia, esse raccontano di un'antica presenza di vigne domestiche cinte dai muri alti degli orti, testimoniano l'amore ininterrotto e costante, la predilezione duratura di Montefalco per questo vitigno che ne \u00e8 simbolo, ricchezza, orgoglio. Seguirne le tracce attraverso il groviglio delle case strettamente addossate ai contrafforti avvolti da aloni d'ombra, \u00e8 addentrarsi in un territorrio ideale e ritrovarvi, nella rara simbiosi tra vite e pietra, la suggestione della presenza umana, come restituita al quotidiano del Tempo.\r\nNel luminoso\u00a0<b>largo della \u00abCastellina\u00bb<\/b>\u00a0forti arbusti sarmentosi, creature vive, conservate dalla volont\u00e0 attenta dell'uomo. In\u00a0<b>\u00abvia de' Vasari\u00bb<\/b>\u00a0sulle mura, come in una duecentesca sinopia, \u00e8 scritto il continuo mutare del progetto dell'uomo, del sentimento di s\u00e9, delle sue aspirazioni. Le case vi si allineano quasi in processione silenziosa, si alternano a timidi orti coi muri di sasso e di calcina da cui sfuggono ombre di verde, a \u00ab<i>chiuse<\/i>\u00bb da cui la vegetazione prepotente trabocca sul caldo laterizio rosato.\r\nDietro le porticine dipinte di antico, flagellate dal sole e dal gelo di mute stagioni, s'indovinano le vigne generose di un tempo, di cui resta il ricordo in brevi filari di vite. In questo borgo il connubio tra la vita dei campi e quella artigiana fu felice.\r\nL'intima natura di Montefalco \u00e8 fatta di umilt\u00e0, rigore, forza, di tenaci legami con la terra, da sempre la sua vocazione. Davanti ad un antichissimo pozzo, a cui a lungo si \u00e8 dissetata la zona, abbarbicate alla facciata delle case vicine, altre viti di Sagrantino. Accanto alle pi\u00f9 vetuste, che allargano sui muri le loro braccia secolari, giovani vitigni da poco rinnovati, sorretti con cura da sostegni indolori: suggeriscono l'idea rassicurante di una giovent\u00f9 pronta a sostituirsi alla vecchiaia per garantire la continuit\u00e0 dell'esistere, quella di un cammino parallelo tra uomo e terra, capace di perpetuare quel rapporto empatico che in passato l'uomo seppe vivere con l'ambiente, mantenendolo intatto per i posteri come un'opera d'arte.","foto_b_dx":["604"]},{"titolo_h2_a":"Il cantico di Benozzo ","frase_1_a":"Il vangelo della, natura, di frate Francesco ha ispirato gli affreschi della chiesa di Montefalco che il Gozzoli ha dipinto a met\u00e0 del \u2018400","frase_2_a":"La Repubblica - Viaggi 20.06.2002.","foto_1_a":["994"],"testo_a":"<span class=\"block grey large light line-height-medium margin-bottom-20 pagina\">Se non qui, dove? Non \u00e8 un interrogativo, un dubbio: \u00e8 la recherche che accompagner\u00e0 anche il pi\u00f9 laico dei viaggiatori attraverso una geografia dello spirito tracciata dal genio, sostanziata dalla sacralit\u00e0 del creato. Se non qui, dove frate Francesco avrebbe potuto scrivere il suo vangelo della naturalit\u00e0? E' una levit\u00e0 dell'anima ci\u00f2 che vi rester\u00e0 dall'incontro con luoghi dove la ruralit\u00e0 si fa eleganza, il paesaggio stupore, l'arte meraviglia e le architetture medievali si trasformano da arcigni edifici in delicati scrigni di umane vicende.<\/span>\r\n\r\n&nbsp;","testo_approfondisci_a":"<span class=\"block grey large light line-height-medium margin-bottom-20 pagina\">Non sar\u00e0 per caso che la vostra madeleine sar\u00e0 un calice di vino perch\u00e9 la recherche qua non \u00e8 struggente introspezione, ma solare lettura del rapporto tra l'uomo e la terra. Il qui \u00e8 Montefalco. L'hanno chiamata la \"ringhiera dell'Umbria\". Avvertite la peculiarit\u00e0 della parola: ringhiera. Evoca atmosfere domestiche e popolari, ha un ritmo brioso e un significato inclusivo. Perch\u00e9 Montefalco attrae: lascia al solo sguardo libert\u00e0 di correre sul collinare orizzonte. La beatitudine degli occhi \u00e8 il tema di uno spartito che armonizza arte eterna e secolare divenire, contrappuntato dai piaceri del bicchiere e del desco.\r\nGli occhi che Benozzo di Lese di Sandro riempie di luce, di severit\u00e0, di spirito. Quelli di San Francesco piantati in quelli di San Domenico, quelli del Cristo che si fa pellegrino, quelli dell'uomo semplice che implora lo Spirito. I nostri occhi catturati dal fresco della chiesa di San Francesco, un evento pittorico unico. E' il motivo del nostro viaggio attraverso il rinascimento umbro \"scritto\" da Benozzo a cui il Vasari dette il cognome di Gozzoli. Montefalco che del grande fiorentino, \"dipintore\" e allievo del Beato Angelico, \u00e8 con Orvieto e San Gimignano il luogo d'elezione, gli dedica una mostra che \u00e8 evento memorabile. Quasi mai si \u00e8 proposta una cos\u00ec densa rassegna della pittura tra trecento e cinquecento nei luoghi dove essa si \u00e8 prodotta. Tanto che gli affreschi della vita di San Francesco, narrati nella chiesa omonima che \u00e8 anche sede della pinacoteca di Montefalco, diventano paradigma del paesaggio intorno. A cominciare da quell'ampolla di vino che Benozzo dipinge sulla tavola francescana. Ci parla del Sagrantino. E' il vino simbolo di Montefalco che si dice fu prodotto dai frati francescani per dir messa e di cui ancor oggi nel tessuto urbano resistono antichissime vigne dichiarate monumento vegetale.\r\nLe incontrerete vagabondando per le salite carraie, costeggiando l'antico Spedale, giungendo in piazza e salendo in cima alla torre del Municipio da cui si annuncia il capolavoro Umbria. Vista da l\u00ec sembra davvero un affresco del buon Dio. Leggiamolo dunque, come faremo con l'opera di Benozzo.\r\nA nord s'intravede\u00a0<b>Perugia<\/b>, appena pi\u00f9 sotto\u00a0<b>Foligno<\/b>\u00a0che alla \"capitale\" contese in armi e pi\u00f9 volte la legazione di Montefalco. Foligno merita l'incontro perch\u00e9 del tessuto medievale conserva intatti non solo le strutture urbane ma anche gli usi.\u00a0<b>Assisi<\/b>\u00a0\u00e8 oltre. La culla francescana appare da qua remota geograficamente, ma presentissima \u00e8 la cultura del \"poverello\" che tuttavia il Gozzoli riveste di aristocratica ascesi. Cos\u00ec come aristocratico appare, guardando a Est,\u00a0<b>Spello<\/b>.\r\nE' avvolto sul suo colle, con una sassosa eleganza. A Spello troverete un altro grande: il\u00a0<i>Pinturicchio<\/i>\u00a0nella chiesa di Santa Maria Maggiore. E non dimenticate la salita al\u00a0<b>Monte Subasio<\/b>, suggestiva ascesa tra boschi e oliveti. Pi\u00f9 prossima a Montefalco ecco\u00a0<b>Bevagna<\/b>\u00a0disegnata dal Clitunno (struggente \u00e8 l'ingresso nella cinta muraria dagli antichi lavatoi) che ha un teatro gioiello e un'atmosfera d'antica nobilt\u00e0 narrata dagli splendidi mosaici romani. E poi\u00a0<b>Trevi<\/b>. Qui si racconta sommamente la civilt\u00e0 dell'olio, qui il Pinturicchio e Giovanni di Corraduccio hanno lasciato mirabili tracce della loro arte, qui da Sant'Emilia godrete l'impareggiabile vista sulla valle del Clitunno che romanticamente aspetta di ammaliarvi alle sue Fonti e con il tempietto romano che celebra il dio delle acque. E' luogo che immaginerete popolato di Ninfe ed Elfi. Che l'immaginario pagano non contrasta con la sacralit\u00e0 francescana, perch\u00e9 complice l'armonia dei luoghi costruisce un'Arcadia del bello e del naturale.\r\nGuardando verso\u00a0<b>Spoleto<\/b>\u00a0(la citt\u00e0 da sola vale una visita) ecco\u00a0<b>Castel Rittaldi<\/b>, dove l'arte sacra di Tiberio d'Assisi \u00e8 condensata dalla bella pieve di San Nicola. E ancora a raccontarci la ricchezza del paesaggio e dell'arte diffusa ecco\u00a0<b>Giano dell'Umbria<\/b>\u00a0che regala la visione della chiesa di San Michele, altro scrigno d'arte. Appena oltre sta\u00a0<b>Gualdo Catteneo<\/b>\u00a0di cui mirabile \u00e8 la torre cilindrica e dove in Sant'Agostino troveremo un notevole affresco della bottega dell'Alunno, protagonista di tutta la scuola pittorica umbra quattrocentesca. Un'arte che racconta per immagini di questa millenaria civilt\u00e0 rurale, ancor'oggi leggibile nei vigneti, nelle olivete, nei sapori d'Umbria. Di questi panorami il genius loci risiede nel ciclo di San Francesco a Montefalco.\r\nBenozzo, quasi avesse riscritto con la figurazione i versi del Cantico, narr\u00f2 in quei \"quadri\" non solo la vicenda spirituale, la biografia del Santo, ma le sue terre. Ancor'oggi Fratello Sole le fa splendide di vita, sorella Luna le ombreggia di spirito. E' il vangelo di frate Francesco. Quello della natura. E se non qui, dove?<\/span>","slide_foto_1":["433"],"slide_foto_2":["431"],"titolo_h2_b":"Gli affreschi di Benozzo Gozzoli","frase_1_b":"Il nostro viaggio virtuale alla scoperta del territorio di Montefalco continua attraverso un vino come il Sagrantino che veicola molteplici significati, frutto di un'importante eredit\u00e0 culturale.","frase_2_b":"Benozzo a Montefalco","foto_b_sx":["637"],"testo_b_sx":"<span class=\"block grey large light line-height-medium margin-bottom-20 pagina\">Il\u00a0<b>Museo Comunale di S. Francesco<\/b>\u00a0a Montefalco conserva il ciclo di affreschi di\u00a0<i>Benozzo Gozzoli<\/i>\u00a0con le storie della vita di S. Francesco: un'opera significativa non solo per il suo indiscusso valore artistico ma anche perch\u00e9 \u00e8 fondamentale per comprendere il riferimento iconografico del Sagrantino di Montefalco.\r\nIl museo di S. Francesco rappresenta un'esperienza laboratorio per il sistema museale. Fra il 1983 e il 1990 \u00e8 stato restaurato dalla Regione, procedendo per piccoli lotti successivi, e quindi riaperto, affidandone la gestione a\u00a0<i>'Sistema Museo'<\/i>. Si tratta di una cooperativa costituitasi nel 1990 con sede a Perugia, che presta la propria attivit\u00e0 in diversi musei e circuiti, fornendo personale qualificato e organizzando una serie di attivit\u00e0 per animare i musei.\r\nA Montefalco viene assicurata la manutenzione delle opere e della sede e vengono organizzate mostre, concerti e altre attivit\u00e0 culturali. L'attivit\u00e0 didattica con la scuola \u00e8 intensa. Il\u00a0<i>bookshop<\/i>\u00a0del museo \u00e8 ricco di pubblicazioni. La popolazione residente, oltre che i turisti, ha ricevuto benefici dall'attivit\u00e0, in linea con lo spirito regionale che vuole restituire i beni culturali ai cittadini. E' questo un esempio di come il comune di Montefalco sia al passo con i tempi.<\/span>\r\n\r\n<b>Abside centrale della ex chiesa di S. Francesco, oggi Museo civico di Montefalco<\/b>\r\n<i>Benozzo Gozzoli, Storie della vita di san Francesco, santi e personaggi dell'Ordine francescano, affreschi, 1452.<\/i>\r\n\r\n<strong>Stato di conservazione e restauri.<i>\r\n<\/i><\/strong>Il ciclo di Benozzo ha dovuto affrontare una lunga e avventurosa vicenda di trascuratezze, incomprensioni, danneggiamenti, che hanno messo in serio pericolo la sopravvivenza di questo testo pittorico tra i pi\u00f9 importanti della pittura italiana del primo Rinascimento.\r\nIl terremoto del 1997 ha accentuato lo stato di dissesto della volta, causando il parziale distacco di un costolone, ma non ha danneggiato gli affreschi. In generale le parti originali del ciclo sono largamente conservate.\r\n\r\n&nbsp;","testo_approfondisci_b_sx":"<span class=\"block grey large light line-height-medium margin-bottom-20 pagina\"><strong>La committenza.<\/strong>\r\nCommittente dell'opera fu fra Jacopo da Montefalco, guardiano del convento di San Francesco, ricordato nell'iscrizione dedicatoria e ritratto nell'episodio della Benedizione del popolo di Montefalco. A chiamare per primo Benozzo nella citt\u00e0 umbra fu tuttavia fra Antonio da Montefalco, del 'rivale' Ordine degli Osservanti. Antonio conobbe 1'artista quando questi era impegnato in qualit\u00e0 di aiuto del Beato Angelico nelle decorazioni in Vaticano. Apprezzatene le doti, se ne garant\u00ec la presenza a Montefalco nel 1450, incaricando l'artista della realizzazione di opere sia su tavola che ad affresco per la sua chiesa di San Fortunato. Questi lavori dovettero evidentemente incontrare il gusto di fra Jacopo, se due anni dopo Benozzo venne chiamato a lavorare per la chiesa conventuale di San Francesco. Benozzo pass\u00f2 senza scosse a lavorare da una chiesa all'altra. I risultati a cui il pittore giunse furono profondamente diversi, poich\u00e9 diverso fu il messaggio che i due committenti gli suggerirono.<\/span>\r\n\r\n<strong>Le fonti.<\/strong>\r\nChiamato ad illustrare la vita di san Francesco, Benozzo utilizz\u00f2 il grande modello giottesco, ma se ne discost\u00f2, perch\u00e9, su probabile suggerimento dello stesso fra Jacopo, fece riferimento a due noti testi francescani: la Legenda Maior di Bonaventura da Bagnoregio, divenuta dal 1266 la biografia ufficiale del santo e la Leggenda dei Tre Compagni, che, facendo attenzione soprattutto alle vicende assisane di Francesco, costitu\u00ec spesso un'importante fonte di ispirazione per la rappresentazione delle scene relative.\r\n\r\n<strong>Il ciclo.<i>\r\n<\/i><\/strong>La vita del santo, dalla nascita alla morte, \u00e8 illustrata in dodici scene disposte su tre registri. La narrazione procede, come un'ideale elevazione, dal basso verso l'alto e culmina nella volta con la gloria di San Francesco. Il motivo conduttore del ciclo \u00e8 l'identificazione di Francesco come 'nuovo Cristo' (alter Christus), concetto centrale della spiritualit\u00e0 francescana. Il secondo registro riporta in un riquadro la scena di una cena, che ha come protagonisti S. Francesco e il Cavaliere di Celano, dal quale il santo era stato invitato. Sulla mensa sono rappresentate due bottiglie, una d'acqua e una di vino rosso e dal momento che frequenti sono i riferimenti agli avvenimenti contemporanei e a personaggi locali, come nella scena della Benedizione di Montefalco e del suo popolo, anche il particolare del vino rosso potrebbe essere interpretato come riferimento preciso alla produzione di Sagrantino di Montefalco, vino il cui nome deriva proprio dalla sua utilizzazione per l'impartizione dei sacramenti.\r\n\r\n<strong>Lo stile.<\/strong>\r\nBenozzo si trova per la prima volta a dirigere un cantiere pittorico dopo essere stato per molti anni alle dipendenze dell'Angelico a Firenze, Roma e Orvieto. La lezione del grande maestro \u00e8 fondamentale per l'organizzazione del ciclo. Nell'adozione di particolari moduli compositivi, nella predilezione per certi tipi umani e nell'equilibrio del colore il ricordo degli anni in cui fu pi\u00f9 vicino all'Angelico guida Benozzo in questa impresa. Tuttavia, come era avvenuto nelle sue prime opere montefalchesi in San Fortunato, l'appena trentenne Benozzo rivela nel ciclo francescano qualit\u00e0 assolutamente originali: un gusto pi\u00f9 particolaristico del racconto, un uso del colore in funzione insieme espressiva e decorativa.\r\n\r\n<strong>La critica.<\/strong>\r\nL'attivit\u00e0 umbra di Benozzo, del tutto dimenticata dal Vasari, venne particolarmente apprezzata nel corso dell'Ottocento, quando si tese a darne una lettura in chiave mistica. Le Storie francescane di Benozzo a Montefalco furono di rilevante importanza per la trasformazione in senso protorinascimentale della cultura figurativa in Umbria.","foto_b_dx":["609"]}],"gruppo_slide_bottom":{"foto_slide_bottom_1":["993"],"foto_slide_bottom_2":["999"]},"wysiwyg_bb2k9e3vomg":"","frase_form":"","id_di_fluent_form":"","seleziona_logo":"Invertito","colore_sfondo":"#a0a0a0","articoli_da_mostrare":"","grouppo_slide":[],"mostra_banner":"","home_banner_1":[],"home_banner_2":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/arnaldocaprai.motive.ink\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/731","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/arnaldocaprai.motive.ink\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/arnaldocaprai.motive.ink\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arnaldocaprai.motive.ink\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arnaldocaprai.motive.ink\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=731"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/arnaldocaprai.motive.ink\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/731\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":736,"href":"https:\/\/arnaldocaprai.motive.ink\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/731\/revisions\/736"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/arnaldocaprai.motive.ink\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=731"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}